mercoledì 18 novembre 2009

Giordano Bruno, un commento post-presentazione

Giovedì 5 Novembre 2009
Impressioni dell'autore dopo la bellissima presentazione presso la libreria Fahrenheit a Campo de'Fiori.

GIORDANO BRUNIO LA DIVINA ERESIA

Un autore non è l’unico né il più importante responsabile del suo libro, all’oggetto finito, al microcosmo chiuso tra una copertina e una quarta, partecipano molti altri impliciti corresponsabili.
Fino a qualche tempo fa pensavo che Giordano Bruno fosse il maggior reponsabile, colui che con la sua vita e la sua filosofia aveva gettato le basi per la struttura di un libro come La divina eresia, ora sono convinto che i tessitori di quelle pagine siano molteplici, io non ne sono che l’ultimo compilatore.
Ho scoperto che vi partecipano anche coloro che furono i carnefici di quel rogo a Campo de’ Fiori, Bellarmino e Clemente VIII hanno il loro ruolo, hanno immesso nella storia quel fatto indelebile che ancora ogni anno celebriamo in quella stessa piazza, un evento che non ha ancora smesso di accadere, lo ricordiamo tutti, chi con un fiore chi con un libro.
Vi partecipano Giovanni Mocenigo che denuncia il maestro Bruno alla Santa Inquisizione e il boia che accende le fascine del rogo, ognuno di loro ha giocato la sua parte nella storia che inizia da lontano e arriva fino ad oggi.
Altro corresponsabile è il Professor Guido Zingari di filosofia del linguaggio a Tor Vergata, una delle tante vittime del terremoto dell’Aquila.
Fu durante la preparazione a un suo esame che il pensiero del Nolano cominciò ad imporsi, Zingari presentava un corso su pensatori eretici, introduceva Bruno e Pasolini come eretici totali (Il pensiero in fumo, Giordano Bruno e Pier Paolo Pasolini gli ertici totali). Da quell’accostamento, da quelle riflessioni, il pensiero è giunto dopo tanto tempo alla forma chiusa del libro che si è voluto presentare proprio nella libreria Fharenhait 451 di Campo de’ Fiori, la piazza dei funerali di Pasolini, dove Moravia gridava che ‘il poeta è sacro’.
In pochissime occasioni è capitato di veder uniti degli interessi e delle passioni personali in un esame universitario; poche volte un esame universitario ha assunto la forma del dialogo socratico, la base archetipale di chi fa filosofia, tutto questo per me si è manifestato nell’esame con il professor Zingari.
Ecco perchè è stato bello ritrovarci, amici, parenti e allievi nella presentazione di un libro su Giordano Bruno con il ricordo e il giusto debito di riconoscenza verso un maestro; perché credo che i debiti vadano sempre pagati e riconosciuti soprattuto quando li si deve agli onestissimi maestri, che di pedanti e di cattivi ce ne sono a sufficienza.
Ringrazio tutti i presenti, il dott. Fabio Grossi e la signora Paola per le loro parole.




Emiliano Ventura

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