giovedì 26 novembre 2009

Bardi ritorna a Scienze e Lettere



CAMBIO RAGIONE SOCIALE



La casa editrice comunica che a partire dal 01 novembre 2009 la
società BARDI EDITORE S.r.l. ha cambiato la sua ragione sociale in



SCIENZE E LETTERE DAL 1919 S.r.l.


Comunicato stampa








La casa editrice nacque nel 1919 con il nome “Libreria di Scienze e Lettere” voluto dal fondatore Giovanni Bardi. La prima sede fu di fronte a Sant’Ivo alla Sapienza, vicino alla tipografia che occupava alcuni locali di Palazzo Madama. La presenza a pochi passi dall’Università e dal Senato dettarono allora le linee guida di una produzione editoriale fortemente legata all’alta cultura italiana e rappresentata dall’emblematico logo con i due cavalli alati che si abbeverano alla fonte della sapienza. Nel retrobottega della casa editrice si attivò un salotto culturale dove discutere liberamente di cultura e di politica che ospitò personaggi come Nitti, Tilgher, Bruers e Vinciguerra. Tra gli anni Trenta e Quaranta si attraversò un periodo di crisi dovuto al trasferimento dell’ateneo nella nuova città universitaria e alla immobilità del Senato in concomitanza della guerra. La sede venne trasferita in un piccolo locale arrampicato sopra le scale in Salita de’ Crescenzi, 16. Fu allora che Paolo Bardi, figlio del fondatore, cambiò il nome in Bardi Editore. La storia, l’archeologia scientifica, la filologia e l’orientalistica rimasero il nucleo forte della produzione editoriale, grazie anche alla tipografia che aveva il privilegio di possedere rarissimi caratteri di stampa in tutte le lingue, comprese quello del Medio ed Estremo oriente, con i quali fu possibile stampare le preziose collane di orientalistica dell’Università e dell’Accademia dei Lincei.
Dal 1987 responsabile editoriale è il dott. Laurentino Garcia y Garcia che ha vissuto gli ultimi trasferimenti di sede, prima a Piazza delle Cinque Lune e poi in via Piave, ed è riuscito a mantenere ed accrescere il prestigioso marchio editoriale ampliando il catalogo archeologico con collane legate all’Egitto, alle città sepolte dal Vesuvio e alla storia di Roma antica. Il marchio ha inoltre acquisito la distribuzione di numerose case editrici e cura l’edizione commerciale delle opere dell’Accademia Nazionale dei Lincei. È stato recentemente aperto anche un bookshop all’interno di Palazzo Corsini dove vengono esposte tutte le novità edite dalla casa editrice.
Oggi, con più di 500 titoli in catalogo storico e 250 in quello corrente e con una produzione editoriale che abbraccia sia l’area scientifica che quella umanistica, si è deciso di rafforzare il legame con le origini ormai quasi centenarie tornando all’antico nome di Scienze e Lettere.



Uff. stampa Scienze e Lettere
Maria Elisa Gracia Barraco






La sede legale e tutti i dati fiscali rimangono invariati come qui di seguito evidenziato:




SCIENZE E LETTERE dal 1919 S.r.l.


Sede Legale e Amministrativa: VIA PIAVE, 7 – 00187 ROMA


P.iva 01834801001 – C.F. 07663310584Tel. 06 / 4817656 – Fax 06 / 48912574

mercoledì 18 novembre 2009

Giordano Bruno, un commento post-presentazione

Giovedì 5 Novembre 2009
Impressioni dell'autore dopo la bellissima presentazione presso la libreria Fahrenheit a Campo de'Fiori.

GIORDANO BRUNIO LA DIVINA ERESIA

Un autore non è l’unico né il più importante responsabile del suo libro, all’oggetto finito, al microcosmo chiuso tra una copertina e una quarta, partecipano molti altri impliciti corresponsabili.
Fino a qualche tempo fa pensavo che Giordano Bruno fosse il maggior reponsabile, colui che con la sua vita e la sua filosofia aveva gettato le basi per la struttura di un libro come La divina eresia, ora sono convinto che i tessitori di quelle pagine siano molteplici, io non ne sono che l’ultimo compilatore.
Ho scoperto che vi partecipano anche coloro che furono i carnefici di quel rogo a Campo de’ Fiori, Bellarmino e Clemente VIII hanno il loro ruolo, hanno immesso nella storia quel fatto indelebile che ancora ogni anno celebriamo in quella stessa piazza, un evento che non ha ancora smesso di accadere, lo ricordiamo tutti, chi con un fiore chi con un libro.
Vi partecipano Giovanni Mocenigo che denuncia il maestro Bruno alla Santa Inquisizione e il boia che accende le fascine del rogo, ognuno di loro ha giocato la sua parte nella storia che inizia da lontano e arriva fino ad oggi.
Altro corresponsabile è il Professor Guido Zingari di filosofia del linguaggio a Tor Vergata, una delle tante vittime del terremoto dell’Aquila.
Fu durante la preparazione a un suo esame che il pensiero del Nolano cominciò ad imporsi, Zingari presentava un corso su pensatori eretici, introduceva Bruno e Pasolini come eretici totali (Il pensiero in fumo, Giordano Bruno e Pier Paolo Pasolini gli ertici totali). Da quell’accostamento, da quelle riflessioni, il pensiero è giunto dopo tanto tempo alla forma chiusa del libro che si è voluto presentare proprio nella libreria Fharenhait 451 di Campo de’ Fiori, la piazza dei funerali di Pasolini, dove Moravia gridava che ‘il poeta è sacro’.
In pochissime occasioni è capitato di veder uniti degli interessi e delle passioni personali in un esame universitario; poche volte un esame universitario ha assunto la forma del dialogo socratico, la base archetipale di chi fa filosofia, tutto questo per me si è manifestato nell’esame con il professor Zingari.
Ecco perchè è stato bello ritrovarci, amici, parenti e allievi nella presentazione di un libro su Giordano Bruno con il ricordo e il giusto debito di riconoscenza verso un maestro; perché credo che i debiti vadano sempre pagati e riconosciuti soprattuto quando li si deve agli onestissimi maestri, che di pedanti e di cattivi ce ne sono a sufficienza.
Ringrazio tutti i presenti, il dott. Fabio Grossi e la signora Paola per le loro parole.




Emiliano Ventura

Grande successo per la presentazione di Leros Pittoni

Roma 17 novembre 2009


Comunicato stampa - Presentazione Il nuovo volto di Roma


Davvero un grande successo la presentazione del libro Il nuovo volto di Roma di Leros Pittoni.
La sala Alessandrina, organizzata in modo impeccabile dal personale dell'Archivio di Stato di Roma per ospitare questo evento ed impreziosita dall'esposizione delle suggestive tele di Fiamma Zagara, era gremita di pubblico.


La cupola borrominiana sapientemente riprodotta dalla pittrice ed utilizzata come immagine di copertina del libro non poteva trovare cornice migliore di Sant'Ivo alla Sapienza al crepuscolo.
La presentazione, inaugurata dalla proiezione di un interessante filmato sull’architettura romana del Seicento curato dallo stesso Pittoni, ha potuto contare sugli interventi di illustri esponenti del modo culturale italiano.


Umberto Broccoli, con un brillante discorso che ha catturato l'attenzione dei presenti, ha espresso viva ammirazione per l'autore e la pittrice, lodandone la capacità di stupire, di raccontare e sceneggiare con estrema semplicità, riuscendo ad affrancare arte ed architettura dall'aspetto museale ed elitario e restituendo loro una dimensione intuitiva e coinvolgente.


Di grande interesse anche l'intervento di Maurizio Fallace diligentemente riportato dalla sua collaboratrice, dott.ssa Pallotta, che verrà riportato per intero nel sito della Casa Editrice.


Claudio Strinati ha intelligentemente notato che "Pittoni ha il merito di presentare la materia dopo averla metabolizzata e di restituire una sorta di quintessenza del Seicento romano".


Eugenio Lo Sardo ha sottolineato come la delicatezza e l’eleganza della narrazione di Leros Pittoni, unita alla freschezza delle tavole di Fiamma Zagara, solleciti in noi un senso di stupefazione che avvicina al concetto di eterno.


La casa editrice Scienze e Lettere, profondamente legata alla città di Roma dopo cento anni di attività editoriale in essa svolta, è stata lieta e fiera di sostenere la pubblicazione di questo omaggio gentile che racconta il sublime dell’arte romana.

Ufficio Stampa - Casa editrice Scienze e Lettere

sabato 14 novembre 2009

Il nuovo volto di Roma - presentazione libro


Martedì 17 novembre 2009 alle ore 17.00Presso Sant’Ivo alla Sapienza – Sala Alessandrina – Corso del Rinascimento 40 , Roma
Presentazione del nuovo libro
di Leros Pittoni

Il nuovo volto di Roma
vita e opere dei grandi artefici


Interverranno: Umberto Broccoli, Maurizio Fallace, Eugenio Lo Sardo, Claudio Strinati.
Sarà proiettato un filmato realizzato dalla televisione Svizzera tratto dal libro stesso e sarnno esposte le tavole originali della pittrice Fiamma Zagara
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Il Seicento fu un periodo di grandi trasformazioni edilizie e costruttive nella Roma papalina. Grazie alle committenze dei pontefici si attuò la rinascita e la riqualificazione urbana della città. Il ritorno dell’acqua a Roma, fortemente sostenuto da Sisto V, permise la messa in opera delle più belle e monumentali fontane del mondo. A contribuire a questa imponente trasformazione furono le realizzazioni di grandi maestri, resi qui vivi e palpitanti dall’autore. Ci parlano in prima persona Domenico e Carlo Fontana, il Maderno, il geniale Borromini e Antonio Raggi. Non è un trattato d’arte, ma un racconto fresco e diretto dove sono i protagonisti stessi a dar voce alle loro vicende. Il lettore potrà rivivere la grandezza e le miserie di questo secolo definito “sudicio e sfarzoso” attraverso le parole dei suoi più grandi artefici.
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Leros Pittoni, scrittore, saggista, giornalista professionista accreditato alla Stampa Estera come corrispondente del “Corriere del Ticino” di Lugano e della rivista “Management”, ha pubblicato Francesco Borromini l’iniziato e i Magisteri Ticinesi. Da questo lavoro la Radio Televisione Svizzera ha tratto un documentario (girato dallo stesso Pittoni) e uno sceneggiato in 31 puntate. I saggi sono stati acquistati dal Ministero degli Affari Esteri e inviati agli Istituti di Cultura di vari Paesi, e sui medesimi temi l’autore è stato invitato a tenere conferenze in alcune capitali europee.
Pittoni, inoltre, è autore di:
L’adultera senza volto. La figlia del divo Augusto;
Antonio Raggi. Dalla bottega del Bernini un grande scultore ticinese;
Roma felix. La città di Sisto V e di Domenico Fontana;
Napoli Regia e Domenico Fontana;
La vita di Angelica Kauffman alla ricerca del bello dell’amore;
Un amore così fragile così violento:una storia ambientata a Lipari;
Il mio perché. Una storia vera.
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Fiamma Zagara, artista eclettica e di spiccata creatività, si serve del colore e di tecniche diverse per esprimere energia e comunicare sensazioni di ogni tipo.
Nel 2008 ha esposto a Roma presso le Gallerie “Benucci” in Via del Babuino e “La Nuvola” in Via Margutta; in Firenze a Palazzo Coveri e alla Deutsche-Bank Management.
Le sue opere sono pubblicate nel romanzo Un amore così fragile, così violento di Leros Pittoni.
Ha ricevuto in Campidoglio il Premio Personalità Europee 2008 per l’Arte.
Per sensibilizzare sul problema dell’alcolismo tra le donne, ha eseguito un ciclo di opere ispirate al libro di Leros Pittoni Il mio perchè. Una storia vera.
Nell’aprile 2009 a Roma ha esposto un’ampia selezione di opere alla Sala Zanardelli del Vittoriano.
www.fiammazagara.it
fiammazagara@gmail.com

giovedì 12 novembre 2009

Convegno Piero Maria Lugli - Casa dell'Architettura



Piero Maria Lugli
Architetto e urbanista. Studi e ricordi
lunedi 16 novembre ore 16.30alla Casa dell’ArchitetturaPiazza Manfredi Fanti 47-Romamostra dei progetti dal 16 al 20 novembre 2009
Il lavoro di un Maestro presentato in un convegno, un libro e una mostra: tre iniziative dedicate alla memoria del professor Piero Maria Lugli per la sua rilevanza nella cultura degli ultimi decenni, non solo romana.
Mostra e pubblicazione a cura di Alessandra Montenero e Flaminia Martinelli
Pubblicazione «Piero M. Lugli. Architetto e urbanista. Studi e ricordi» promossa dalla Casa Editrice Bardi.
Per le foto e le immagini si ringrazia per la collaborazione l'Archivio Centrale dello Stato, che conserva il Fondo Lugli.


Interverranno:Paolo Avarello, Nadia de Conciliis, Stefano Garano, Flaminia Martinelli, Alessandra Montenero, Luisa Montevecchi, Lucio Passarelli, Piera Pellegrino, Paolo Portoghesi, Fulco Pratesi, Lorenzo Quilici, Piero Ostilio Rossi, Amedeo Schiattarella

Brevi citazioni
"Piero Lugli, con la sua discrezione e la sua saggezza, pur avendo combattuto battaglie memorabili ed avendo assunto importanti responsabilità in campo urbanistico raramente è assurto agli “onori” della cronaca, ma proprio per questo va ricordato come uno dei maggiori cultori e dei più appassionati difensori di Roma.
Il suo contributo come architetto creativo attende ancora un approfondimento; ma alcuni dei suoi interventi posseggono indubbiamente un valore esemplare ed esprimono bene lo spirito della generazione a cui apparteneva che iniziò nel dopoguerra la sua attività e si cimentò con la ricostruzione di un paese che doveva riconquistarsi forza e credibilità."(Paolo Portoghesi) .

Fulco Pratesi così ricorda il Corso di Restauro del prof. Lugli "Un corso che la sua profonda cultura trasformò, più che nello studio delle tecniche di restauro, in un discorso completo sull’ambiente, il territorio e le trasformazioni che stavano, in quegli anni, provocando pesanti forme di degrado".

E proprio l’attenzione di Piero Maria Lugli all’ambiente ed ai suoi valori storici è così descritta da Lorenzo Quilici “ Piero Maria Lugli, negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, faceva parte di una classe sofferente di intellettuali, come Luigi Piccinato, Vincenzo Cabianca, Antonio Cederna, Mario Manieri Elia, Italo Insolera, Vittoria Ghio Calzolari, impegnati con raro vigore e forte volontà a essere in primo piano nella costruzione di un mondo migliore: come doveva essere la città moderna, funzionale ai problemi sociali, in una visione territoriale che per il bene dell’uomo, che in esso abita e lavora, tutelasse i valori spaziali e l’ambiente, salvaguardando e integrando con il nuovo il patrimonio storico e gli spazi di natura ancora conservati”. Anche Paolo Avarello ricorda come ”Lugli piuttosto guardava (sapeva guardare): cercava di capire le formazioni urbane sulle quali, o accanto alle quali, gli si chiedeva di intervenire, cercandone le ragioni e indagando le modalità della loro formazione e configurazione, probabilmente nella convinzione che la nuova città dovesse crescere in sintonia con quella preesistente, e comunque almeno rispettandola”.

l'invito - la locandina dell'evento